Compagnia Adriano Ferrajolo
Adriano con i figli Fabio e Simone
Benvenuti nel cuore della tradizione teatrale italiana. La storia della famiglia Ferrajolo non e' solo la cronaca di una professione, ma un viaggio affascinante che attraversa oltre un secolo di cultura popolare, trasformando semplici pezzi di legno in creature vive capaci di emozionare generazioni di spettatori.
Pasquale Ferrajolo riscuote grande successo come burattinaio, ispirandosi ad Antonio Petito, il piu' grande Pulcinella della storia.
Partecipa al festival di Napoli, gettando le fondamenta di una tradizione familiare destinata a durare oltre un secolo.
Pasquale muore lasciando l'arte ai figli Francesco e Salvatore, che formano un potente duo artistico.
Francesco riprende l'attivita' con i tre figli Pasquale, Vittorio e Adriano: nascono I Fratelli Ferrajolo.
Muore Francesco. I fratelli continuano l'eredita' del padre con tecniche teatrali all'avanguardia.
La morte di Vittorio, mentre era diretto al festival dei burattini di Bergamo, lascia Pasquale e Adriano a custodire la tradizione.
I figli di Pasquale e Adriano, attivamente coinvolti nell'arte, rappresentano i naturali successori per garantirne la continuita'.
Da oltre un secolo, la famiglia Ferrajolo custodisce e rinnova l’arte del teatro di figura, trasformando legno, fantasia e tradizione popolare in spettacoli capaci di emozionare grandi e bambini.
Dalle piazze alla RAI, dal San Carluccio di Napoli ai laboratori nelle scuole, la Compagnia ha attraversato la storia del teatro italiano con passione, creativita’ e spirito partenopeo.
Una dinastia artistica che continua ancora oggi a dare vita a Pulcinella e ai suoi personaggi, portando avanti un patrimonio culturale unico e senza tempo.
La vera anima della nostra Compagnia nasce con la figura di Pasquale Ferrajolo senior, attore di professione e uomo di grande sensibilita’ artistica. All’inizio del Novecento, spinto dal desiderio di non abbandonare le scene nonostante le ristrettezze economiche, ebbe un’intuizione geniale: sostituire gli attori con i burattini, portando il “Grande Teatro” nella baracca. Questo approccio unico permise alla famiglia di mettere in scena commedie vere e proprie, ispirate al filone comico napoletano, distinguendosi da ogni altra compagnia dell’epoca.
Il valore della sua arte fu riconosciuto fin da subito ai massimi livelli: nel 1911, Pasquale ebbe l’onore di esibirsi con il suo teatrino al cospetto della Regina Margherita di Savoia e dei suoi nipoti, consacrando ufficialmente il prestigio della dinastia.
Adriano Ferrajolo rappresenta il ponte tra l’eredita’ antica e la modernita’. Il suo debutto avvenne nel 1957 ad Ancona, dove a soli 13 anni fu presentato come “il burattinaio piu’ piccolo del mondo”.
Negli anni ’60, la Compagnia raggiunse il grande pubblico nazionale grazie a prestigiosi contratti con la RAI. La partecipazione a trasmissioni storiche come Studio Uno permise ai Ferrajolo di collaborare con i giganti della televisione italiana: da Walter Chiari a Rita Pavone, fino a Deny Saval e Giancarlo Gobelli. Per l’occasione, la famiglia ideo’ sistemi tecnologici d’avanguardia per rendere i burattini incredibilmente verosimili, capaci di imitare le movenze e i saluti delle celebrita’ originali.
Per oltre vent’anni, i Ferrajolo sono stati di casa al Teatro San Carluccio di Napoli, un luogo sacro della cultura partenopea. In questo fermento creativo, hanno condiviso il palco e l’amicizia con icone immortali come Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo De Caro, il leggendario trio de “La Smorfia”. E’ rimasto celebre l’episodio in cui Troisi, rispecchiandosi profondamente nella maschera di Pulcinella, chiese ad Adriano un piccolo burattino da portare sempre con se’ come amuleto.
In quegli anni, la baracca dei Ferrajolo ha incrociato il cammino di altri grandi esponenti del teatro, come Peppe Barra, e ha dato vita a spettacoli cult come Pulcinella e Sandokan, nato dalla capacita’ di mescolare la cronaca del tempo con la magia dei pupi.
L’unicita’ dei Ferrajolo risiede nella capacita’ di adattare per il teatro di figura le opere dei piu’ grandi drammaturghi. Il repertorio della famiglia attinge direttamente dai capolavori di Eduardo Scarpetta (Miseria e nobilta’), Antonio Petito, Gennaro Petito e la famiglia De Filippo, senza dimenticare i classici di Goldoni e Moliere. Questa nobile tradizione letteraria trasforma ogni spettacolo in un’esperienza culturale profonda e senza tempo.
Lontano dalle luci della piazza, l’impegno continua nei laboratori didattici. Il Maestro Adriano dedica gran parte del suo tempo a insegnare ai bambini l’arte della costruzione e dell’animazione, assicurandosi che il seme di questa forma d’arte unica continui a germogliare nel cuore delle nuove generazioni.
Oggi la tradizione continua a vivere attraverso diverse compagnie che portano il nome Ferrajolo nelle piazze di tutta Italia, mantenendo vivo lo spirito di Pulcinella con la stessa passione degli esordi.
Adriano con i figli Fabio e Simone
Figli di Vittorio (Mario, Tiziana, Rossano)
Discendenti di Pasquale, Silvana, Assunta e Rosa
«Il mio lavoro? E' il piu' bello del mondo, perche' mi permette di essere il nonno di tutti i bambini.»
— Adriano Ferraiolo