Pulcinella

Maschera del teatro popolare napoletano, una delle principali maschere regionali italiane. È gobbo e ha naso adunco. Possiede in larga misura difetti e vizi che la tradizione attribuisce ai contadini; ma ha una sua filosofia e, come tutti i napoletani, canta. Prima di assumere le caratteristiche con cui è giunto a noi, il costume ha subito molte trasformazioni nel tempo: oggi è tutto bianco (camiciotto con collaretta stretto in vita, larghi calzoni, cappello a pan di zucchero), con l’eccezione della mascherina nera. I suoi secoli d’oro sono stati il XVII e il XVIII; suo principale palcoscenico, dalla seconda metà del Settecento, il S. Carlino di Napoli. Pulcinella famosi, tra i molti: S. Fiorillo – forse il creatore del tipo – nel Cinquecento, A. Calcese e M. Fracanzano nel Seicento e A. Petito nell’Ottocento; ai tempi nostri gli ha dato vita anche Eduardo De Filippo. È stato ‘esportato’ con successo in Francia (Polichinelle), Germania (Polizenelle), Inghilterra (Punch), Spagna (Pulchinelo) ed è divenuto personaggio prediletto dei piccoli appassionati del teatro dei burattini.

Felice Sciosciammocca

Personaggio creato da Antonio Petito, Sciosciammocca che in napoletano significa l’allocco, è un personaggio nato ingenuo. Con Eduardo Scarpetta questo personaggio di allocco, di ingenuo si evolve e diventa invece un personaggio che fa parte della borghesia napoletana: Borghesia napoletana che nel 1850-’60 cominciava a prendere piede dopo che Napoli non era più capitale di un regno. Eduardo Scarpetta ha avuto il merito di elaborare, di ingrandire, di ingigantire questi aspetti del personaggio, Felice Sciosciammocca, riuscendo ad introdurlo in un certo tipo di società e facendolo diventare un personaggio a se stante. Questo personaggio ha influenzato moltissimo la fine dell’800 teatrale napoletano tanto da interessare Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, Raffaele Viviani: è diventato un personaggio a tutto tondo e sono tantissime le commedie attraverso le quali è possibile seguire l’evoluzione del personaggio di Felice Sciosciammocca. Nelle nostre rappresentazioni il Felice è spalla e compagno d’avventure di Pulcinella e impersona il carattere del Napoletano ben istruito e con una cadenza dialettale tipica e caratteristica delle persone appartenenti ad una classe borghese o nobile.

Le Donne

Solitamente le commedie da noi presentate , come quelle teatrali Napoletane alle quali spesso facciamo riferimento, terminano con Matrimoni e il più delle volte è lo stesso Pulcinella a prendere moglie. Sebbene non vi sia un personaggio femminile ben delineato e con un nome molto ricorrente , nelle nostre commedie le donne che al termine della rappresentazione si sposano con Pulcinella appartengono quasi sempre ai ceti più bassi dello scenario Napoletano di fine ’800 e possono variare dalla Cameriera di casa fino ad un’emblematica e significativa proprietaria di un piccolo bar o trattoria. Ben diversa è la condizione delle altre donne presenti nelle commedie che molto spesso appartengono a classi più agiate, alla borghesia o nobiltà, ricoprendo quel ruolo, attorno al quale si genera la commedia, di donna promessa in sposa a qualche nobile per necessità o per sete di ricchezze . Nel finale le commedie vedono il prevalere dell’amore sui soldi o i titoli nobiliari e in gran parte grazie all’aiuto di Pulcinella queste donne finiscono per sposare il giovane amato e non il nobile vecchio e antipatico voluto dai genitori.

I personaggi fantastici

Sebbene quasi tutte le commedie da noi presentate sono vere e proprie commedie Teatrali riprese da grandi autori del teatro classico Napoletano e opportunamente modificate e snellite per permettere una rappresentazione più semplice e accessibile, la nostra arte di burattinai deriva da un genere ben diverso da quello da noi rappresentato. Difatti la tradizione più classica dell’arte dei burattinai vede rappresentazioni romanzesche o fiabesche con personaggi affascinanti e spesso magici che catturano l’attenzione dei più piccoli o di coloro che nell’osservare tale arte covano il profondo desiderio di sentirsi ancora tali. Non possono dunque mancare nei nostri scenari i personaggi “Magici” , “Fiabeschi” o più semplicemente “Fantastici” come “il mago Solombrone” , “la strega” , “l’orco” , “i folletti” fino poi a giungere a diavoli e teschi che quasi sempre hanno la peggio rappresentando questi il “male” e Pulcinella il “bene”.

I Carabinieri o Gendarmi

Presenti in molte delle nostre rappresentazioni i Carabinieri, Militari o altri personaggi tutori della legge, si inseriscono come personaggi secondari che vanno spesso a rafforzare la morale della commedia che nella maggior parte dei casi nasce dai binomi “bene e male” e “amore e odio”.

Le attrezzature

Le attrezzature utilizzate nelle nostre rappresentazioni sono il più verosimili possibile, nella loro realizzazione abbiamo cercato di portarli in scala considerando le dimensioni dei burattini e la messa in scena. Naturalmente la scala non è pricisissima in quanto bisognava tener presente della grandezza del boccascena e la distanza della platea. Le attrezzature inoltre che prima curavamo e realizzavamo noi da una decina d’anni le cura uno scultore e amico di Campobasso Gianni Quarto che da appassionato dei burattini realizza nuove e sempre più perfette e lavorate attrezzature sollevandoci da un compito che ci occupava molto tempo.